Nel mese di ottobre sono state presentate 1.710 domande di asilo da parte di minorenni non accompagnati e 62.010 domande di protezione internazionale presentate per la prima volta da persone non comunitarie, segnando una diminuzione del 28% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Allo stesso tempo, tuttavia, si è registrato un leggero incremento del 6% rispetto a settembre 2025, confermando una dinamica non lineare delle richieste su base mensile.
Questo calo di domande di prima istanza può essere interpretato come il risultato di molteplici fattori, quali politiche migratorie più restrittive, controlli alle frontiere rafforzati in alcuni Stati membri e la diminuzione di spinta migratoria da certi Paesi di origine in seguito a mutati scenari geopolitici. La variazione percentuale negativa rispetto allo stesso mese del 2024 fa seguito a trend analoghi osservati nei mesi precedenti dell’anno.
Richiedenti successivi: crescita a doppia cifra
In controtendenza rispetto alle domande iniziali, i cosiddetti richiedenti successivi — ovvero persone che presentano una nuova richiesta dopo una decisione precedente o un trasferimento intra‑UE — sono stati 14.495, con un aumento dell’80% rispetto a ottobre 2024. Rispetto al mese di settembre 2025, l’incremento è stato del 10%.
Questa impennata delle domande reiterate riflette probabilmente sia il protrarsi dei procedimenti amministrativi di asilo in alcuni Stati membri sia un uso strategico delle norme di mobilità interna o dei meccanismi di ricongiungimento familiare. In molti casi, questi dati indicano anche la complessità del sistema di valutazione delle domande una volta che il richiedente entra nel circuito formale dell’asilo UE.
Origini dei richiedenti: dal Venezuela all’Asia meridionale
L’analisi per paesi di origine mostra che i cittadini venezuelani hanno costituito il gruppo più numeroso di richiedenti asilo nel mese di ottobre, con 8.140 domande di prima istanza nell’unione europea. Seguono i cittadini afgani (5.920), i bengalesi (3.400) e i siriani (2.915).
Questi dati confermano la forte diversificazione geografica delle motivazioni all’origine dei flussi migratori verso l’europa. Il Venezuela, in particolare, continua a essere una delle principali fonti di asilo per i Paesi UE, un fenomeno ormai consolidato nei report statistici europei, mentre gruppi provenienti da Afghanistan, Bangladesh e Siria riflettono dinamiche di crisi prolungate, conflitti armati e situazioni di instabilità economica e politica nei rispettivi Paesi d’origine.
Distribuzione geografica: quattro Stati membri attirano la maggioranza delle richieste
La distribuzione territoriale delle domande di prima istanza evidenzia come spagna, italia, francia e germania abbiano raccolto complessivamente il 74% di tutte le richieste presentate nel mese di ottobre 2025. Nel dettaglio:
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Spagna: 12.885 domande
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Italia: 12.650 domande
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Francia: 11.245 domande
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Germania: 8.815 domande
Questa concentrazione geografica dei richiedenti d’asilo non è un fenomeno nuovo, ma continua a mostrare il ruolo centrale di questi Paesi nel sistema di accoglienza europeo, sia per posizione geografica sia per capacità amministrative e infrastrutturali di gestione delle procedure di asilo, rispetto ad altri Stati membri con frontiere esterne meno accessibili o politiche di respingimento più stringenti.
Minori non accompagnati: i dati di ottobre 2025
Una delle componenti più sensibili dei flussi migratori è rappresentata dai minori non accompagnati. Nel mese di ottobre sono state presentate 1.710 domande di asilo da parte di minorenni non accompagnati.
I principali Paesi di provenienza di questi giovani richiedenti sono stati:
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Somalia: 245
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Egitto: 215
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Eritrea: 200
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Afghanistan: 190
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Venezuela: 180
La presenza significativa di minorenni richiedenti asilo ricorda la natura sempre più complessa e strutturale dei percorsi migratori verso l’UE, in cui famiglie e minori spesso rischiano vulnerabilità estreme durante il viaggio e nelle fasi iniziali di accoglienza.
Tendenze mensili e annuali
Se confrontato con i dati di settembre 2025, il mese di ottobre registra un aumento delle domande di prima istanza del 6%. Questo ritmo di crescita mensile rispecchia una certa stagionalità nei movimenti migratori, spesso influenzata dalle condizioni climatiche, dagli shock geopolitici e da politiche migratorie interne agli Stati membri. Tuttavia, la diminuzione su base annua del 28% rispetto a ottobre 2024 rimane un dato significativo, che potrebbe indicare un rallentamento nelle spinte globali verso l’UE o l’effetto ritardato di recenti misure di controllo alle frontiere.
I dati di ottobre 2025 rilanciano diverse questioni chiave per le politiche europee in materia di migrazione e asilo. La concentrazione di domande in pochi Stati membri ribadisce ancora una volta la necessità di un’effettiva condivisione della responsabilità tra i Paesi UE, un tema al centro delle recenti discussioni istituzionali sul Patto europeo su migrazione e asilo. Parallelamente, l’aumento delle domande reiterate e la presenza di minorenni non accompagnati sollecitano l’attenzione sulle procedure di ricongiungimento familiare, sull’accesso all’istruzione, sulla protezione speciale per i più vulnerabili e sulle condizioni di detenzione/accoglienza temporanea nei centri di prima accoglienza.