Berlusconi e Dell’Utri: esclusi legami con Cosa Nostra

Berlusconi e Dell'Utri: esclusi legami con Cosa Nostra 2

Negli ultimi giorni è stata respinta dalla Corte di Cassazione l’ipotesi che Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri abbiano avuto legami con Cosa Nostra: secondo la sentenza non risulterebbe «mai processualmente provata alcuna attività di riciclaggio di Cosa nostra nelle imprese berlusconiane».

I giudici della Corte di Cassazione hanno respinto, lo scorso 22 ottobre, il ricorso della procura generale di sul rifiuto dell’applicazione di misure restrittive, come la richiesta di sorveglianza speciale e confisca dei beni, nei confronti di uno dei co-fondatori di Forza , Marcello dell’Utri; cade così l’ipotesi di un triangolo tra , lo stesso Dell’Utri e Cosa Nostra.

Dell’Utri, l’uomo di fiducia del Cavaliere

Il rapporto tra l’ex (ormai defunto) presidente del consiglio Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, è stato uno dei temi più interessanti e controversi degli ultimi decenni della politica italiana. La tematica più discussa riguarda l’ipotesi di un rapporto – diretto o indiretto – tra le imprese del Cavaliere, specialmente Fininvest / Mediaset, con la mafia siciliana.

Al centro di questa vicenda sarebbe da collocare l’ex senatore Forza Italia Marcello Dell’Utri, uomo di fiducia di Berlusconi (e per scoprirne la backstory, se non siete informati o se semplicemente siete nati dopo gli anni ’90, vi consigliamo una serie Sky, che, in tre stagioni, presenta una panoramica sugli anni di Mani Pulite, appunto 1992 e i suoi sequel), che è stato spesso al centro di inchieste e processi, che hanno alimentato l’idea di una mediazione tra il politico-imprenditoriale e la criminalità organizzata.

La sentenza

Secondo la dei giudici: «Non è risultata, a oggi, mai processualmente provata alcuna attività di riciclaggio di Cosa nostra nelle imprese berlusconiane, né nella fase iniziale di fondazione del gruppo né nei decenni successivi».

Con questa affermazione cadono le tre principali accuse che pendevano su Silvio Berlusconi e suoi ipotetici rapporti con Cosa Nostra. In principio, la teoria secondo cui alcune imprese riconducibili a Berlusconi avessero ricevuto capitali o favori dall’associazione mafiosa, e che avessero riciclato del denaro da loro proveniente; in secondo luogo, gli accordi volti a tutelare gli interessi imprenditoriali e politici dello stesso e infine, l’ipotesi secondo cui i trasferimenti finanziari significativi tra Berlusconi e Dell’Utri fossero finalizzati non a un rapporto di amicizia o riconoscenza, ma piuttosto a “comprare silenzi” o a garantire la connivenza per un patto criminoso.

Proprio quest’ultima “accusa” è stata definitivamente demolita: l’ipotesi che i finanziamenti a Dell’Utri fossero per comprane il silenzio sui rapporti con Cosa Nostra «è indimostrata e illogica la tesi secondo la quale Berlusconi avrebbe versato somme di denaro a Dell’Utri per ottenere il suo “silenzio” sull’esistenza di indimostrati accordi con Cosa nostra».

Si tratterebbe, secondo la Corte, di un’amicizia genuina, dimostrabile attraverso la successiva «evoluzione dei rapporti fra i due e con il più volte rinnovato senso di amicizia e riconoscenza mostrato da Berlusconi nei confronti di Dell’Utri e posto alla base degli ingenti flussi finanziari veicolati in suo favore».

Sono due le condanne sulle spalle dell’ex senatore FI: nel 2014 viene condannato per concorso esterno in associazione mafiosa a 7 anni di reclusione, ne sconterà 4 in carcere e uno ai domiciliari. Durante il processo, iniziato nella fine degli anni ’90, i giudici avevano ritenuto provato che Dell’Utri avesse promesso a Cosa Nostra vantaggi politici in cambio di un sostegno elettorale dell’associazione criminale a Forza Italia e alla sua candidatura al parlamento europeo.

In appello, conclusosi il 29 giugno 2010, la Corte ritenne provati i rapporti tra Dell’Utri e la mafia fino al 1992, ma questo fu assolto per i fatti successivi “perché il fatto non sussiste”.

Rimase in piedi, però, l’impianto d’accusa secondo cui Dell’Utri avrebbe fatto da intermediario tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi, specialmente per quanto riguardava l’assunzione ad Arcore di Vittorio Mangano; ipotesi, ad oggi, tecnicamente smentite.

Nell’aprile 2018, comunque, Dell’Utri riceve una nuova condanna in primo a dodici anni di reclusione in conclusione processo sulla trattativa stato-mafia, relativo alla vicenda della trattativa avvenuta tra le istituzioni e cosa nostra tra il 1992 e il 1993. Sarà, però, assolto in appello nel settembre 2021, per non aver commesso il fatto.

Alla morte di Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri è stato uno dei beneficiari per testamento del patrimonio del Cavaliere, da cui avrebbe ereditato a titolo legato 30 milioni di euro.

La rilevanza della sentenza

La pronuncia della Corte assume una rilevanza storico-giuridica per molteplici fattori. Innanzitutto, segna un momento finale nell’applicazione di una misura preventiva patrimoniale nei confronti di Dell’Utri, ma soprattutto ridefinisce, in campo processuale, la narrazione secondo cui i successi imprenditoriali di Berlusconi sarebbero il frutto di capitali di provenienza mafiosa o comunque tutelati da protettorati di stampo criminale.

Ricordiamo, però, che allo stato attuale non è processualmente provata l’attività di riciclaggio di Cosa Nostra nelle imprese riconducibili a Berlusconi, ma che la sentenza non afferma l’innocenza assoluta né del Cavaliere, né di Dell’Utri; tantomeno esclude in modo assoluto che vi siano mai stati rapporti o contatti con ambienti e rappresentati di Cosa Nostra: la Corte si limita ad affermare che non è risultata provata processualmente l’attività di riciclaggio specificatamente contestata. Peraltro, non impedisce che in futuro possano emergere elementi nuovi e allo stesso tempo non cancella le condanne già intervenute e gli altri procedimenti già applicati.

CI si chiede comunque, quanto possa essere utile provare ora la natura criminale dei fondi di Silvio Berlusconi, e invece, quanto possa esserlo concentrarsi su quelli della politica attuale. Crediamo ingenuamente che i giochi siano terminati o che si siano solo alzati di livello?

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Azzurra Rachelli