diritti delle donne in Lettonia 2025: exit da Istanbul

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I diritti delle donne in Lettonia rischiano di subire una pesante retrocessione con la decisione del Paese di uscire dalla Convenzione di Istanbul del 2011 sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne. Mentre le proteste imperversano nella capitale, gli ultraconservatori che hanno la maggioranza in Parlamento rivendicano questa decisione sostenendo che l’accordo “mina i valori della famiglia e promuove l’ideologia gender”. Se questa mossa dovrebbe andare a buon fine, la Lettonia diventerebbe il primo Paese dell’UE a ritirarsi dal trattato.

I diritti delle in Lettonia sono a rischio: infatti, negli scorsi giorni il Parlamento lettone ha votato per abbandonare la Convenzione di Istanbul, con 56 voti a favore, 32 contrari e 2 astensioni. La decisione diventerà effettiva solo con la promulgazione entro 10 giorni da parte del Presidente della Repubblica Edgars Rinkēvičs.

Nonostante l’opposizione della premier Evika Siliņa, la scelta per il ritiro dal trattato è stata avanzata dal partito di destra Latvia First ed è passata grazie al sostegno di uno dei partiti della coalizione di governo, l’Unione dei Verdi e degli Agricoltori.

La destra lettone ha motivato la decisione sostenendo che la Convenzione sia il “prodotto del femminismo radicale straniero basato sull’ideologia di genere” e che la ratifica del trattato si qualificherebbe come una mera strategia di marketing politico.

Una panoramica dei diritti delle donne in Lettonia

Secondo l’European Gender Equality Index, la Lettonia si colloca ancora al di sotto della media dell’Unione Europea in merito all’uguaglianza di genere.

I diritti delle donne in Lettonia, come in molti altri Paesi, sono particolarmente arretrati nell’ambito lavorativo e permane una visione tradizionale e stereotipata sul ruolo della donna: infatti, sebbene le donne costituiscano più della metà dell’attuale popolazione lettone, esse sono ancora sotto-rappresentate in politica e ricevono salari inferiori rispetto alle loro controparti maschili.

La situazione della di genere e domestica nel Paese è particolarmente preoccupante, con uno dei tassi più alti di femminicidio in : secondo le principali organizzazione per i diritti delle donne in Lettonia, almeno 20 persone di sesso femminile all’anno verrebbero uccise dai propri partner o familiari maschi nella repubblica baltica.

Inoltre, si segnalano importanti ostacoli nell’accesso all’istruzione e un maggiore rischio di povertà per la popolazione femminile lettone.

Il ritiro dalla Convenzione di Istanbul non deve impedire il rispetto dei diritti delle donne in Lettonia

In seguito al voto presso il Parlamento lettone, la Commissione europea ha precisato che la Lettonia sarà comunque obbligata a rispettare le norme internazionali in materia di protezione dei diritti delle donne in quanto membro dell’Unione.

Già nel 2023 la ratifica del trattato era stata una conquista guadagnata con enorme fatica, nel bel mezzo di una campagna di disinformazione lanciata dalla destre ultraconservatrice, le quali avevano falsamente affermato che l’art. 3 della Convenzione promuovesse l’inserimento dell’ideologia gender nei programmi scolastici – oggi questa visione ingannatrice ha senza dubbio avuto la meglio.

Theodoros Rousopoulos, Presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, ha dichiarato:

«La Lettonia invia un messaggio pericoloso: che la sicurezza e la dignità delle donne possono essere messe in discussione o negoziate […] Questo è un passo indietro senza precedenti e profondamente preoccupante per i diritti delle donne in Lettonia e i diritti umani in Europa.»

Il Presidente della Lettonia potrebbe porre il veto su tale questione se ritiene che avrà un impatto negativo sulla posizione internazionale della Lettonia: Rinkēvičs ha già dichiarato che tale decisione rischia di danneggiare gravemente la reputazione internazionale del Paese ma è altamente improbabile che sia disposto a mettere a repentaglio la propria presidenza per andare contro il Parlamento.

L’importanza di difendere la Convenzione e i diritti delle donne in Lettonia

Se il Presidente non si opporrà alla decisione parlamentare, la Lettonia diventerà il secondo Paese a ritirarsi dalla Convenzione, dopo la controversa uscita della Turchia nel 2021.

Ciò rischia di instaurare un precedente dannoso per tutti gli altri Paesi dell’UE e in particolare quelli fortemente religiosi e tradizionalisti (prima fra tutti la Polonia).

Questo avvenimento dimostra che i movimenti ultraconservatori e misogini nati dal basso devono  essere presi sul serio una volta per tutte,  e non trattati alla stregua di anomalie innocue emerse dal di internet.

Come sottolineato da molti esperti, garantire la piena attuazione della Convenzione di Istanbul è fondamentale per proteggere le donne dalla violenza di genere e questo costituisce un elemento fondamentale di una democratica. In particolare, la parità di genere è essenziale per la crescita e lo sviluppo della Lettonia.

Il trattato non minaccia i valori delle nostre comunità ma, attraverso la definizione di standard minimi di  prevenzione e lo sviluppo di politiche per contrastare la violenza contro le donne – esso rafforza i diritti umani nel loro complesso, la sicurezza e la giustizia sociale.

Sara Coico