Trump raffigura gli Obama come scimmie in un video

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Un presidente degli Stati Uniti che diffonde immagini razziste del suo predecessore. Stiamo parlando di oggi, del 2026, di un video pubblicato poche ore fa sui canali ufficiali della presidenza americana. Gli Obama come scimmie, Barack e Michelle con i volti applicati su corpi animali, accompagnati da una colonna sonora che rende il tutto ancora più grottesco.

ha pubblicato sul suo profilo Truth Social un video dal contenuto apertamente razzista in cui l’ex presidente e sua moglie Michelle vengono raffigurati con i volti applicati su corpi di scimmie. Il filmato, della durata di circa un minuto, è stato diffuso senza alcuna didascalia e riprende alcune teorie del complotto riguardanti presunti brogli elettorali verificatisi durante le elezioni presidenziali del 2020.

Il contenuto del video si concentra su presunte manomissioni delle macchine utilizzate per il conteggio dei voti nel Michigan e in altri quattro Stati chiave. Secondo quanto sostenuto nel filmato da un non meglio identificato esperto, il conteggio dei voti si sarebbe interrotto in cinque Stati quando Trump risultava in vantaggio sul suo rivale . Alla ripresa delle operazioni di conteggio, il candidato democratico si sarebbe improvvisamente trovato in testa. È proprio in questo momento del video che compare l’inserto con i coniugi Obama raffigurati come scimmie che ridono.

Le immagini razziste vengono accompagnate dalla canzone “The Lion Sleeps Tonight” dei The Tokens, rendendo il contenuto ancora più provocatorio. Il video era stato inizialmente pubblicato dall’account RealRobert prima di essere rilanciato dal presidente degli sulla sua piattaforma social.

La reazione politica alla diffusione di questo contenuto è stata immediata e dura. L’ufficio stampa del governatore della California Gavin Newsom, considerato un potenziale candidato presidenziale democratico per il 2028 e uno dei principali oppositori di Trump, ha pubblicato un messaggio su X definendo l’azione del presidente “un comportamento spregevole” e chiedendo che “ogni singolo repubblicano lo denunci immediatamente“.

Ben Rhodes, ex consigliere senior per la sicurezza nazionale e stretto collaboratore di Barack Obama durante la sua presidenza, ha espresso parole altrettanto dure. Il suo commento su X lascia trasparire l’amarezza per questo episodio di palese. Rhodes ha scritto che Trump e i suoi sostenitori razzisti sono tormentati dal pensiero che gli americani del futuro guarderanno agli Obama come figure amate e rispettate, mentre studieranno Trump stesso come una macchia nella del Paese.

Il presidente Donald Trump ha già utilizzato in passato i suoi profili ufficiali per diffondere materiale razzista e provocatorio, sfruttando sempre più frequentemente le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale per creare contenuti manipolati destinati a glorificare se stesso o attaccare gli avversari politici.

Lo scorso anno, Trump aveva già preso di mira Barack Obama pubblicando su Truth Social un video realizzato tramite intelligenza artificiale in cui l’ex presidente appariva mentre veniva arrestato nello Studio Ovale. Le immagini lo ritraevano dietro le sbarre con indosso la classica tuta arancione dei detenuti. Successivamente era stata diffusa un’altra clip generata artificialmente che mostrava Hakeem Jeffries, leader della minoranza alla Camera e anch’egli afroamericano, con baffi finti e un sombrero, un contenuto che era stato fortemente criticato per i suoi toni razzisti.

Qualche settimana fa aveva fatto discutere anche la manipolazione di una fotografia pubblicata sui canali social ufficiali della Casa Bianca. L’immagine mostrava una donna nera arrestata a Minneapolis con un’espressione contrita e abbattuta, profondamente diversa dal viso rilassato che aveva nell’immagine originale. La manipolazione era stata scoperta confrontando le due versioni della foto.

L’intelligenza artificiale è diventata quindi uno strumento consolidato nella strategia comunicativa di Donald Trump. Il presidente la utilizza con crescente frequenza per produrre contenuti che servono i suoi scopi politici, spesso varcando i confini del rispetto e della decenza. L’uso di tecnologie sempre più sofisticate per creare manipolazioni fotografiche e video permette di diffondere messaggi che sarebbero altrimenti difficili da veicolare in forma diretta.

La diffusione di questo video razzista porta con sé gravi interrogativi sul ruolo della presidenza americana e sui limiti che dovrebbero essere rispettati nella comunicazione politica.Il fatto che il presidente degli Stati Uniti diffonda pubblicamente contenuti che ritraggono in modo degradante e razzista un ex presidente e sua moglie rappresenta un vergognoso precedente nella storia politica americana. Le rappresentazioni degli afroamericani come scimmie hanno una lunga e dolorosa storia nella propaganda razzista americana e il loro utilizzo da parte del presidente in carica assume un significato particolare.

La mancanza di prese di posizione pubbliche da parte della maggioranza dei membri del Partito Repubblicano dimostra quanto sia profonda la trasformazione avvenuta nella politica americana. L’appello del governatore Newsom affinché ogni repubblicano denunci pubblicamente questo comportamento rischia di rimanere inascoltato, come già accaduto in passato di fronte ad altre provocazioni simili da parte di Trump.

Qualcuno potrebbe prendere con leggerezza quanto sta accadendo, ma l a questione va oltre la singola provocazione e riguarda il tipo di precedente che viene stabilito per il futuro della comunicazione politica americana.