Grazie a Blue Origin un’ingegnera aerospaziale dell’ESA realizzerà un sogno che credeva perduto, segnando una svolta storica per l’accessibilità dello spazio. Il 18 dicembre 2025 segnerà una data storica per l’esplorazione spaziale: per la prima volta, una persona in sedia a rotelle raggiungerà lo spazio. Michaela “Michi” Benthaus, ingegnera aerospaziale dell’Agenzia Spaziale Europea, sarà tra i sei passeggeri della missione NS-37 di Blue Origin, l’azienda aerospaziale fondata dal miliardario jeff bezos.
Il lancio è previsto dal Launch Site One nel deserto del Texas occidentale, con apertura della finestra alle 15:30 ora italiana (8:30 ora locale). La diretta streaming sarà disponibile sul sito ufficiale di Blue Origin a partire da 40 minuti prima del decollo.
Il sogno ritrovato di Michaela Benthaus
Benthaus ha dichiarato di essere «incredibilmente emozionata», confessando di aver creduto che il suo sogno di andare nello spazio fosse «finito per sempre» dopo l’incidente. Nel 2018, durante un’escursione in mountain bike, l’ingegnera ha subito una lesione del midollo spinale che le ha compromesso la capacità di camminare. Ma questa esperienza non ha spento la sua passione per lo spazio.
Negli anni successivi all’incidente, Benthaus ha continuato la sua carriera nel settore aerospaziale e ha partecipato a diverse iniziative per promuovere l’accessibilità dello spazio. Nel 2022 ha volato su un aereo parabolico per sperimentare l’assenza di gravità, mentre nel 2024 ha completato una missione simulata di due settimane come astronauta analogico in Polonia.
«Penso che questo sia un passo importante perché i viaggi spaziali per le persone con disabilità sono ancora agli albori», ha affermato Benthaus. «Potrei essere la prima, ma non ho intenzione di essere l’ultima».
L’equipaggio
Insieme a Benthaus voleranno altri cinque passeggeri: Joey Hyde, investitore con un dottorato in astrofisica e grande appassionato di voli spaziali umani; Hans Koenigsmann, ingegnere aerospaziale tedesco-americano che ha lavorato per SpaceX dal 2002 al 2021, ricoprendo per dieci anni il ruolo di vicepresidente per l’affidabilità dei voli e la sicurezza; Neal Milch, imprenditore e presidente del consiglio di amministrazione del Jackson Laboratory; Adonis Pouroulis, ingegnere minerario e investitore focalizzato sul settore delle risorse naturali ed energia; e Jason Stansell, autodefinitosi “nerd spaziale” del Texas occidentale, che dedicherà il volo al fratello Kevin, morto nel 2016 dopo una battaglia contro un tumore cerebrale.
La missione NS-37: 11 minuti oltre il confine dello spazio
Il volo durerà complessivamente tra i 10 e i 12 minuti, durante i quali la capsula New Shepard raggiungerà e supererà la Linea di Kármán, il confine convenzionale dello spazio situato a 100 chilometri sopra il livello del mare. I passeggeri sperimenteranno alcuni minuti di assenza di gravità e potranno ammirare la Terra da una nuova prospettiva attraverso le grandi finestre panoramiche della capsula.
La missione NS-37 sarà il 37° volo complessivo del sistema New Shepard e il 16° con equipaggio umano. Si tratterà anche della settima missione con persone a bordo realizzata da Blue Origin nel 2025, un anno particolarmente intenso per l’azienda di Bezos. Ad oggi, il veicolo New Shepard ha portato nello spazio suborbitale 86 persone (80 individui, considerando che sei di loro sono stati passeggeri ripetuti).
Blue Origin non ha mai rivelato ufficialmente il costo di un biglietto per il New Shepard, ma le stime degli esperti del settore parlano di cifre comprese tra 200.000 e 300.000 dollari a persona. Per ora, il turismo spaziale rimane un’esperienza riservata a pochi privilegiati, anche se l’azienda punta a renderlo progressivamente più accessibile.
Cos’è Blue Origin: l’azienda che sfida SpaceX
Blue Origin è una società privata creata da Jeff Bezos, fondatore di Amazon, con sede a Kent, nello stato di Washington. L’azienda fu fondata nel settembre 2000, anche se la sua esistenza venne rivelata al pubblico solo nel 2003, tre anni dopo la nascita.
Il motto dell’azienda, “Gradatim Ferociter” (che si traduce come “un passo alla volta, coraggiosamente”), riflette l’approccio più metodico e prudente adottato da Bezos nella conquista dello spazio. A differenza del rivale elon musk con SpaceX, che si è concentrato principalmente sui voli orbitali e sulle missioni verso la Stazione Spaziale Internazionale e oltre, Blue Origin ha inizialmente focalizzato i suoi sforzi sui voli suborbitali e sul turismo spaziale.
Nel 2009 la società è stata premiata dalla NASA con 3,7 milioni di dollari nell’ambito del programma commerciale per lo sviluppo di concept e tecnologie per future operazioni di volo spaziale umano. Ha successivamente ricevuto altri 22 milioni di dollari durante la seconda fase del programma.
Il New Shepard, il veicolo che porterà Benthaus e i suoi compagni nello spazio, prende il nome da Alan Shepard, il primo americano a raggiungere lo spazio nel 1961. Si tratta di un sistema completamente riutilizzabile, composto da un razzo booster e una capsula per i passeggeri, entrambi progettati per tornare a terra e volare nuovamente. Il razzo atterra verticalmente utilizzando retrorazzi, mentre la capsula scende con l’ausilio di paracadute.
Blue Origin ha raggiunto un traguardo storico il 23 novembre 2015, quando il booster del New Shepard è diventato il primo razzo nella storia a effettuare un atterraggio verticale dopo aver raggiunto lo spazio. Questo primato rappresenta una delle pietre miliari più importanti nel campo della riutilizzabilità dei razzi.
Oltre al turismo spaziale, Blue Origin sta lavorando su progetti più ambiziosi. Nel maggio 2020 è stata selezionata dalla NASA, insieme a SpaceX e Dynetics, per progettare un lander lunare per il programma Artemis. L’azienda sta inoltre sviluppando il New Glenn, un razzo orbitale di grandi dimensioni destinato a competere direttamente con i Falcon 9 e Falcon Heavy di SpaceX nel mercato dei lanci commerciali.
Un passo verso l’inclusività spaziale
Un portavoce di Blue Origin ha dichiarato: «siamo entusiasti di dare il benvenuto a bordo di New Shepard a Michi. La nostra missione è rendere lo spazio accessibile a tutti, e questo è un passo significativo verso quel futuro e un’ispirazione per altri a vedere cosa è possibile».
La missione rappresenta infatti molto più di un semplice record. Simboleggia l’apertura di nuove frontiere per le persone con disabilità, dimostrando che lo spazio può essere accessibile a tutti, indipendentemente dalle capacità fisiche. Negli ultimi mesi, Benthaus ha lavorato con il team di Blue Origin per sviluppare procedure e adattamenti che rendano possibile per chi usa una sedia a rotelle partecipare a un volo suborbitale, qualcosa che non era mai stato fatto prima.
Il successo di questa missione potrebbe aprire la strada a future opportunità per altre persone con disabilità interessate all’esplorazione spaziale, sia nel contesto del turismo spaziale che nelle carriere professionali nel settore aerospaziale.
I patch della missione
Blue Origin ha recentemente svelato i patch (gli stemmi ricamati e cuciti sulle tute) ufficiali della missione NS-37, ricca di simboli che rappresentano i sei membri dell’equipaggio. La doppia elica del DNA simboleggia l’importanza della scienza per Neal Milch, mentre l’ippopotamo rappresenta l’animale preferito di Michi Benthaus. Il suo peluche a forma di ippopotamo, che l’ha confortata in ospedale dopo l’incidente, volerà con lei nello spazio.
Altri elementi includono una palla da tennis, che simboleggia un’altra delle passioni competitive di Benthaus, un baobab che rappresenta le radici sudafricane di Pouroulis, una galassia a spirale che rimanda alla ricerca astrofisica di Hyde, e vari simboli dedicati alla memoria del fratello di Stansell.
Il futuro del turismo spaziale
Con questa missione, Blue Origin consolida la sua posizione come uno dei principali attori nel nascente mercato del turismo spaziale. Sebbene il numero di voli di New Shepard (37 totali, di cui 16 con equipaggio) sia ancora distante dai 469 lanci del Falcon 9 di SpaceX, l’azienda di Bezos sta costruendo una reputazione solida nel settore dei voli suborbitali. Il 18 dicembre non sarà solo un giorno speciale per Michi Benthaus e i suoi compagni di viaggio, ma rappresenterà un momento significativo nella storia dell’esplorazione spaziale.