Amministrative Salerno, Psi: Uno Entra, Uno Esce

Quello che per settimane è stato un mormorio nei corridoi di Palazzo di Città sta per trasformarsi in un annuncio ufficiale: Antonio Cammarota, consigliere comunale uscente e figura storica dell’opposizione salernitana, entra ufficialmente nel Partito Socialista Italiano (PSI). L’appuntamento è fissato per domenica alle ore 10:00 presso il rinomato Bar Moka, dove il Segretario Nazionale del partito, Enzo Maraio, darà il benvenuto a Cammarota durante una conferenza stampa. L’adesione di Cammarota al PSI non rappresenta un passaggio insignificante. Per anni, l’avvocato salernitano è stato una delle voci più incisive e rispettate tra i banchi della minoranza. Nel suo ruolo di Presidente della Commissione Trasparenza, Cammarota ha svolto il suo mandato con un rigore quasi maniacale, trasformando un organismo spesso visto come formale in un autentico “cane da guardia” dell’attività amministrativa. La decisione di unirsi al partito di Maraio sposta Cammarota verso il centro sinistra a sostegno della candidatura a sindaco di Vincenzo De Luca. Un cambiamento di direzione che, sebbene motivato da considerazioni pragmatiche, si basa su una solida base di consenso personale che Cammarota ha sempre dimostrato di possedere: il movimento “La Nostra Libertà” è infatti una sua creazione politica che ruota attorno al consenso personale dell’avvocato penalista. Le voci circolanti parlano di una “sopita speranza”, ovvero l’ambizione di occupare la posizione più alta dell’Assise cittadina come Presidente del Consiglio Comunale. Un ruolo di garanzia che rappresenterebbe il naturale coronamento della sua esperienza amministrativa. E per uno che passa dall’opposizione alla maggioranza, il Partito socialista restituisce anche. Rino Avella, consigliere comunale uscente, sembra sempre più propenso a candidarsi contro Vincenzo De Luca. Dopo aver militato con posizioni sempre molto critiche nei confronti dell’amministrazione comunale, pur facendo parte della maggioranza, oggi in un post molto severo lo fa intuire, esprimendo il desiderio di allontanarsi da un modello di amministrazione che, a suo avviso, non ha operato in modo efficiente.