
Chi alza la mano, leggendo il comunicato della Procura di salerno riguardo al sequestro della spiaggia di Cetara, non può non ricordare la scena diventata virale un anno fa: la trivella che tentava senza successo di affondare nella nuova sabbia di Universo Beach, rimbalzando come se fosse su una superficie solida. All’epoca, sembrò un episodio grottesco, quasi da folklore. Oggi, alla luce delle dichiarazioni della Procura sul fenomeno della “cementificazione della sabbia”, assume un significato completamente diverso. Il legame tra quanto accade a Cetara e ciò che sta emergendo a Salerno non è più una semplice chiacchiera da bar: è un argomento che si sta facendo strada nelle istituzioni e che potrebbe avere ripercussioni gravissime anche sul cantiere del ripascimento tra Pastena e Torrione.
Questa mattina, negli uffici del Comune di Salerno, è stato avvistato l’assessore regionale alle attività produttive Fulvio Bonavitacola. Una presenza che non passa inosservata. Non si esclude che il sindaco abbia richiesto il suo supporto politico e tecnico per trovare una soluzione che consenta ai cittadini di avere accesso al mare, mentre il direttore del cantiere e gli uffici comunali continuano a ricostruire ogni fase dell’intervento. Perché un aspetto, ormai, è chiaro: il Comune di Salerno oggi è vittima, non complice. L’amministrazione ha interrotto i lavori a pochi giorni dalla consegna prevista per il 18 maggio proprio perché l’impresa non ha rispettato quanto promesso né garantito la qualità dei materiali utilizzati. Una decisione difficile, ma necessaria.
Rimane però un interrogativo pesante: perché la Capitaneria di Porto, che a Cetara ha chiuso e bloccato tutto, non è intervenuta allo stesso modo l’anno scorso a Universo Beach? La risposta potrebbe essere che si tratta solo di una questione di tempo. I sigilli e l’inchiesta arriveranno a chiudere anche la spiaggia tra Torrione e Pastena?
Nel frattempo, mentre si discute di sequestri, verifiche e responsabilità, la realtà è un’altra: anche oggi decine di persone erano in acqua nel tratto tra Pastena e Torrione. Un’area formalmente interdetta, ma di fatto utilizzata come unica alternativa gratuita per chi non può o non desidera pagare lettini e ombrelloni.