Per la prima volta dall’emergere del caso di ripascimento a Torrione, l’azienda responsabile dei lavori rompe il silenzio e interviene ufficialmente sulla questione. In una comunicazione inviata alle redazioni, il Consorzio Infratech respinge le accuse e parla esplicitamente di una “campagna di disinformazione” in atto sui media e sui canali ufficiali riguardo al blocco del ripascimento tra Pastena e il litorale di Torrione.
«Riteniamo sia fondamentale ristabilire la verità dei fatti, a tutela della nostra reputazione e per garantire un’informazione corretta ai cittadini», si legge nell’introduzione del documento. La comunicazione riguarda i lavori di protezione costiera dell’Ambito 2, attualmente sospesi a seguito delle contestazioni sollevate dal Comune di salerno. Una situazione che, negli ultimi giorni, ha visto anche l’intervento del sindaco Vincenzo De Luca, il quale ha ereditato il dossier dalla precedente amministrazione e non ha risparmiato critiche all’azienda, accusandola pubblicamente di non aver utilizzato sabbia adeguata. Secondo Infratech, il primo aspetto da chiarire riguarda proprio la selezione dei materiali: «La nostra azienda – scrive il Consorzio – si era aggiudicata l’appalto proponendo l’uso di sabbie marine prelevate dall’area di fronte al porto Marina d’Arechi. Una soluzione naturale e ideale che, tuttavia, non è stata autorizzata dall’Amministrazione durante la fase esecutiva, costringendoci a ricorrere a cave terrestri».
Il Consorzio respinge poi «categoricamente» l’accusa di aver portato in spiaggia materiali non conformi senza che il Comune ne fosse informato. «Tutto il materiale sabbioso presente sull’arenile – si legge – è stato campionato sui cumuli, analizzato in laboratorio e formalmente autorizzato alla posa in opera dal Comune. Non è entrato in spiaggia un solo granello che non fosse stato approvato dall’Amministrazione».
Le contestazioni ricevute nelle ultime settimane, definite «tardive» e basate su «campionamenti effettuati a distanza di mesi e con normative di laboratorio errate», vengono interpretate da Infratech come «un goffo tentativo di attribuire all’impresa colpe, ritardi e inadempienze burocratiche esclusivamente riconducibili alla Stazione Appaltante».
Nel frattempo, sul fronte amministrativo, erano in atto tentativi di aprire almeno un varco per consentire l’accesso alla spiaggia, ma il clima rimane teso: tra gli uffici comunali serpeggia la preoccupazione che la magistratura possa decidere di intervenire sulla questione, alla luce delle verifiche avviate e delle segnalazioni circolate nelle ultime settimane.
La comunicazione si conclude con una posizione chiara: il Consorzio «non accetta il ruolo di capro espiatorio» e annuncia che continuerà a difendere la correttezza del proprio operato «in tutte le sedi competenti».