Proroga Per 110 Precari Al Ruggi, Fp Cgil: “Ora Le Stabilizzazioni”

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A solo un giorno dalla scadenza dei contratti, è giunta una significativa boccata d’aria per la sanità salernitana e per i lavoratori. Centodieci dipendenti precari del Ruggi d’Aragona continueranno a prestare servizio fino al 31 dicembre . Questa decisione evita il rischio di carenze di personale in piena estate e assicura la continuità dei servizi sanitari.

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, sotto la direzione del generale Nicola Cantone, ha deliberato la proroga dei contratti in scadenza il 30 giugno, come annunciato dal manager pochi giorni dopo il suo insediamento. Tale provvedimento è stato accolto con soddisfazione dalla FP CGIL , che nelle settimane precedenti aveva sollecitato con forza il rinnovo dei contratti di lavoro fino alla fine dell’anno.

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La proroga, come evidenziato in una nota dal segretario generale della FP CGIL Antonio Capezzuto, riguarda 110 professionisti del settore sanitario: 55 infermieri, 38 operatori socio-sanitari, tecnici di radiologia e laboratorio, biologi, ostetriche, audiometristi e un tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria. Queste figure sono considerate essenziali per garantire i livelli minimi di assistenza e per mantenere la piena operatività dei reparti in un periodo particolarmente critico come l’estate.

Per il sindacato, si tratta di una decisione responsabile che offre tranquillità ai lavoratori e alle loro famiglie, ma soprattutto protegge i pazienti e i servizi, evitando il rischio di un ulteriore deterioramento della carenza di personale.

Tuttavia, la questione non è conclusa. Per la FP CGIL, questa proroga non rappresenta il traguardo finale, ma è solo un primo passo. L’obiettivo rimane la stabilizzazione di tutto il personale a tempo determinato che ha già acquisito i requisiti previsti dalla normativa vigente per la trasformazione del in tempo indeterminato. Perché, come sottolinea il segretario generale della FP CGIL Antonio Capezzuto, una sanità pubblica efficiente dipende anche da un lavoro stabile, dignità professionale e continuità assistenziale.