
Questa mattina si è tenuta un’assemblea presso lo stabilimento delle Fonderie Pisano a Fratte, con la partecipazione del coordinatore nazionale della FIOM CGIL Loris Scarpa e del coordinatore regionale Massimiliano Guglielmi. In fabbrica, insieme agli operai, erano presenti anche le famiglie dei lavoratori, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato che ha rigettato il ricorso sulla sospensiva, confermando il blocco dell’impianto.

“È una lotta lunga e complessa, ma non ci arrendiamo”, ha affermato Scarpa rivolgendosi ai lavoratori. “Sono i lavoratori a stabilire quando una vertenza è chiusa. È necessario avere risposte concrete da parte delle istituzioni e dell’azienda, un nuovo impianto dotato delle migliori tecnologie e una fase di transizione che assicuri dignità e prospettive.” Al centro del dibattito vi è la questione della delocalizzazione del nuovo sito produttivo e il futuro di circa cento operai.

“Non è tollerabile”, ha dichiarato il segretario Loris Scarpa, affiancato in assemblea da Francesca D’Elia della segreteria provinciale della Fiom Cgil di salerno, “che dopo dodici anni non si sappia ancora dove collocare un impianto industriale. Il diritto alla salute e il diritto al lavoro devono coesistere.” I lavoratori avranno venti giorni per conoscere il loro futuro.

Durante questo periodo rimarranno assunti mentre continuano i tavoli tecnici tra ministero, Regione, azienda e sindacati per esaminare il progetto del nuovo stabilimento, il luogo in cui realizzarlo e il percorso per gli ammortizzatori sociali. Questa mattina, la Fiom ha ribadito una posizione ferma contro qualsiasi proposta di licenziamento. “La transizione deve riportare tutti al lavoro, garantendo le migliori condizioni economiche possibili”, ha evidenziato Francesca D’Elia.