Legambiente Dossier Riciclo Rifiuti Tessili, Salerno Seconda Per Raccolta –

Non si tratta solo di una questione di stile, ma di una vera e propria sfida per l’ambiente e l’industria. Il rapporto “Tessili, la vita oltre l’armadio”, presentato da Legambiente campania nell’ambito della campagna “Facciamo secco il sacco”, offre un’analisi chiara sulla gestione dei rifiuti tessili nella regione, mettendo in evidenza una crescita continua, ma ancora insufficiente a far fronte all’enorme quantità di materiali che finisce nel rifiuto indifferenziato.
I dati ISPRA 2024, elaborati dall’associazione ambientalista, mostrano un trend in forte aumento: tra il 2020 e il 2024, la raccolta differenziata dei tessili in Campania ha registrato un incremento complessivo del +54,1%. Questo è un segnale incoraggiante che segue l’introduzione dell’obbligo di legge dal 1° gennaio 2022, ma deve confrontarsi con una realtà ancora complessa: si stima che oltre 155.000 tonnellate di tessuti continuino a finire nel sacco dell’indifferenziato, contribuendo agli impianti di incenerimento come quello di Acerra.
Nel panorama regionale del riciclo, la provincia di salerno si conferma un elemento chiave, posizionandosi saldamente al secondo posto per volumi totali raccolti: con circa 3.000 tonnellate raccolte, Salerno rappresenta il 18,5% dell’intero settore regionale, preceduta solo dalla provincia di napoli (che con 8.700 t copre oltre la metà del totale).
Il rapporto mette in luce anche le “aree grigie” della filiera. Secondo Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, l’assenza di impianti moderni e trasparenti consente agli ecocriminali di sfruttare le lacune del sistema tra “usato recuperabile” e rifiuto tessile.