Le Malvinas scendono in campo dopo Argentina – l’Inghilterra

La nazionale argentina ha trionfato sull’Inghilterra con un punteggio di 2 a 1 nella semifinale del Mondiale tenutasi ad Atlanta. Dopo la rimonta, i calciatori hanno esibito una bandiera con la scritta «Le Malvinas sono argentine» e la federazione potrebbe affrontare una sanzione da parte della FIFA.

L’Argentina ha prevalso sull’Inghilterra con un punteggio di 2 a 1 nella semifinale del Mondiale tenutasi ad Atlanta, guadagnandosi un posto in finale al termine di un incontro che ha riportato il calcio al centro della lunga controversia sulla sovranità delle isole Malvinas. Il gol decisivo di lautaro martínez ha completato la rimonta iniziata da Enzo Fernández a sei minuti dalla conclusione.

Dopo il fischio finale, Giovani Lo Celso ha esibito davanti al pubblico una bandiera con la scritta «Le Malvinas sono argentine». Il drappo bianco, dipinto con vernice nera, è poi passato nelle mani di Lisandro Martínez, Nicolás Otamendi e degli altri giocatori coinvolti nei festeggiamenti.

Pochi istanti prima, lo stesso striscione era apparso sugli spalti ed era stato lanciato in campo dai tifosi. La FIFA aveva vietato l’ingresso delle bandiere relative all’arcipelago occupato dal regno unito e rivendicato dall’Argentina. I calciatori hanno raccolto quella sfuggita ai controlli e l’hanno mostrata al termine della semifinale.

«E saranno sempre argentine», ha dichiarato Leandro Paredes quando i giornalisti gli hanno ricordato la bandiera. Nicolás Tagliafico ha aggiunto «La bandiera è comparsa… Non vogliamo mescolare le cose, però con l’emozione… Era da tanto che non giocavamo contro l’Inghilterra».

L’Associazione del calcio argentino ora rischia una sanzione. Era già accaduto nel 2014, quando la nazionale aveva mostrato una bandiera simile a La Plata prima dei Mondiali in Brasile. La FIFA aveva contestato la violazione dell’articolo 52 del Codice disciplinare, relativo alla condotta scorretta di una squadra, e aveva inflitto una multa di 30 mila franchi svizzeri.

Durante i Mondiali del 2018, gli svizzeri Granit Xhaka e Xherdan Shaqiri avevano festeggiato il 2 a 1 contro la Serbia riproducendo con le mani l’aquila bicipite della bandiera albanese, gesto legato alla controversia fra Serbia e Kosovo. Entrambi avevano ricevuto una multa di 10 mila franchi, senza conseguenze sportive. Nel 2024 la UEFA ha sospeso per una partita Álvaro Morata e Rodri dopo il coro «Gibilterra è spagnola».

La partita era attesa da Buenos Aires a Londra, con interesse anche a Katmandu e Manila. Ad Atlanta, però, l’appuntamento è rimasto quasi circoscritto ai dintorni dello stadio. A duecento metri dall’impianto, oltre la Georgia International Plaza e la statua di bronzo dedicata agli atleti dei Giochi olimpici del 1996, i televisori del ristorante del Georgia World Congress Center trasmettevano il resoconto di una partita della lega statunitense di baseball.

Mancavano due ore all’inizio di Argentina e Inghilterra. Dagli uffici affacciati sulla piazza, gli impiegati osservavano l’arrivo dei tifosi delle due nazionali. Un elicottero sorvegliava l’area per l’unica gara classificata ad alto rischio dalla FIFA. Nei locali del centro congressi continuava il baseball.

La semifinale ha riportato alla mente il 2 a 1 dei Mondiali del 1986 in Messico e il peso politico assunto da ogni incontro fra le due nazionali dopo la guerra delle Malvinas. Il territorio rimane occupato dal Regno Unito e Buenos Aires continua a rivendicarne la sovranità.

Nel 1982 la guerra è durata 44 giorni e ha causato oltre 900 morti, 649 dei quali argentini. Negli anni successivi, il numero dei suicidi tra gli ex combattenti argentini ha superato quello registrato prima del loro ritorno sul continente.

La FIFA aveva bloccato le bandiere dedicate alle isole con l’intento dichiarato di mantenere la politica lontana dagli spalti. La stessa organizzazione ha riservato ben altre attenzioni a donald trump, al quale ha assegnato un nuovo premio per la pace e dal quale ha accettato la grazia concessa a Folarin Balogun, attaccante statunitense sospeso.

La tensione si è percepita già durante gli inni, accolti dai fischi delle due tifoserie. Gli argentini hanno accompagnato quello inglese con un coro ripetuto da decenni, «Chi non salta è inglese». Il pubblico britannico ha risposto fischiando l’inno argentino. Dentro e fuori dallo stadio la serata è trascorsa senza incidenti di particolare gravità.

Il tetto retrattile è rimasto chiuso e l’aria condizionata ha mantenuto la temperatura a 21 gradi. Fuori, il caldo e l’umidità di Atlanta hanno accompagnato una corsa ai biglietti ormai fuori controllo. Poco prima del calcio d’inizio, sul mercato nero venivano chiesti fino a 3.700 dollari per un posto.

Roberto è giunto da Río Gallegos, nella parte più meridionale del continente. Ha raggiunto Punta Arenas in autobus, ha preso diversi aerei con scalo a Puerto Montt, Santiago del Cile, Lima e Miami e ha completato il viaggio con altri due autobus, prima verso Orlando e poi verso Atlanta.

«Dovrò lavorare fino alla metà del prossimo anno per restituire i soldi che ho chiesto per il biglietto. Sono indebitato, però quando si ripresenterà un’altra semifinale fra Inghilterra e Argentina?», ha raccontato il giovane, impiegato in una palestra della Patagonia.

In campo, l’Argentina ha replicato la rimonta già realizzata contro l’Egitto. La squadra si è trovata in svantaggio ed è rimasta vicina all’eliminazione fino agli ultimi minuti, sostenuta da un pubblico che nel finale ha consegnato ai giocatori la propria bandiera.

La nazionale argentina aveva vinto tutte le semifinali disputate ai Mondiali, nel 1930, 1978, 1990, 2014 e 2022. A sei minuti dalla fine, quella serie sembrava destinata a interrompersi. L’Albiceleste stava però giocando i suoi minuti migliori del torneo ed Enzo Fernández ha creato il pareggio.

Il centrocampista del Chelsea, seguito dal Real Madrid e forse vicino all’addio a Londra dopo il torneo, si è inginocchiato durante l’esultanza e ha alzato gli occhi verso il cielo di Atlanta. Sopra di lui ha trovato il tetto chiuso dello stadio.

Lautaro Martínez ha segnato poi il gol del 2 a 1. Dagli spalti è comparsa la bandiera con la rivendicazione argentina sulle Malvinas, raccolta ed esibita dai giocatori dopo un’altra vittoria sull’Inghilterra. A poche centinaia di metri, sugli schermi del centro congressi, continuavano a scorrere le immagini del baseball.

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