
La Festa del Dono si è conclusa con una giornata ricca di incontri, testimonianze e attività pratiche, rappresentando l’evento finale del progetto AIL “Ogni dono è un nodo”, un percorso educativo rivolto agli studenti per promuovere salute, prevenzione e solidarietà. Al centro dell’iniziativa c’era la sensibilizzazione dei giovani riguardo alla donazione di sangue e midollo osseo, attraverso il coinvolgimento diretto dei ragazzi in laboratori, giochi di gruppo e momenti di discussione.
Durante l’evento, sono state condivise le esperienze di pazienti, donatori ed esperti che hanno spiegato ai ragazzi quanto un atto di solidarietà possa trasformarsi in una speranza di vita.
La dottoressa Elvira Tulimieri, presidente della sezione Ail di salerno, ha ripercorso il percorso intrapreso durante l’anno scolastico con gli studenti, sottolineando come il progetto abbia contribuito a far sviluppare nei ragazzi consapevolezza, responsabilità e attenzione verso gli altri.

Particolarmente commovente è stata la testimonianza del paziente trapiantato Leonardo Montanaro, che ha raccontato ai ragazzi come la donazione ricevuta abbia rappresentato una reale opportunità di cura e rinascita.
Si è anche riflettuto con Don Roberto Faccenda, autore del libro “A(r)marsi con cinque ciottoli”, che ha esortato gli studenti a liberarsi dall’indifferenza e a costruire relazioni genuine attraverso piccoli gesti quotidiani di ascolto, aiuto e solidarietà.
Tra gli interventi, quello della dottoressa Bianca Serio, ematologa, che ha illustrato l’importanza della donazione di sangue e delle cellule staminali emopoietiche, evidenziando il ruolo cruciale della sensibilizzazione tra le nuove generazioni.
La giornata si è chiusa con attività interattive, la consegna degli attestati e un momento di condivisione tra studenti, docenti e volontari. “Ogni dono è un nodo” lascia così ai giovani un messaggio chiaro: anche un piccolo gesto può creare legami significativi e contribuire in modo concreto alla vita degli altri.