A Salerno Primi Casi Di Epatite A, I Consigli Dai Banchi Delle Pescherie

La provincia di salerno ha registrato almeno 7 casi di epatite A, ma le autorità sanitarie tranquillizzano: non c’è motivo di allerta. Nel reparto di Infettivologia dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno sono attualmente ricoverati due pazienti con diagnosi confermata e un terzo in fase di accertamento, mentre altri quattro casi sono distribuiti tra Nocera Inferiore e Vallo della Lucania; ulteriori casi sono sotto osservazione anche nei presidi di Eboli e Polla.

A differenza di quanto sta avvenendo a napoli, dove in poche ore si sono verificati numerosi casi legati al consumo di molluschi crudi (cozze, vongole, ostriche), nel salernitano i casi attuali non hanno portato all’adozione di misure preventive.
La Regione campania, attraverso la DG salute – Settore Prevenzione Collettiva, Sanità Pubblica e Veterinaria, ha potenziato tutte le principali strategie di sanità pubblica per contenere l’infezione: sorveglianza epidemiologica, gestione rapida dei casi e dei contatti, controlli sulla filiera alimentare, approfondimenti molecolari e incremento della vaccinazione gratuita per le persone a rischio o vulnerabili.

Particolare attenzione è rivolta ai frutti di mare consumati crudi o poco cotti. I cittadini sono esortati alla cautela: evitare molluschi non completamente cotti, frutti di bosco freschi o surgelati senza adeguata cottura e acquistare sempre da rivenditori autorizzati. I pescivendoli, questa mattina ai nostri microfoni, hanno spiegato come funziona la tracciabilità dei prodotti: ogni partita di molluschi e frutti di mare è accompagnata da certificazioni che ne attestano la provenienza e le modalità di conservazione.

“Controllate sempre l’etichettatura e l’origine del prodotto, chiedete al venditore informazioni sul lotto e sulla provenienza – hanno dichiarato all’unanimità – e preferite sempre prodotti freschi, conservati in modo adeguato e venduti attraverso canali ufficiali”.