Misure dell’IEA contro la crisi petrolifera: lockdown energetico, riduzione dei limiti di velocità in autostrada e incremento dello smart working.

Meno automobili, meno aerei, meno velocità. Cinquant’anni dopo le domeniche senza auto del 1973, la in riporta in auge il vecchio manuale dell’ austerità energetica. Il 20 marzo, l’Agenzia Internazionale per l’ Energia (IEA) ha reso pubblico un rapporto d’emergenza con dieci misure immediate per ridurre la domanda di petrolio, indirizzate a governi, aziende e cittadini.

Il contesto è quello di uno shock senza precedenti; come ormai ben noto, dalla chiusura dello Stretto di Hormuz — attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio globale — il prezzo del Brent ha superato i 100 dollari al barile, (attualmente si attesta sui 113 dollari al barile, ricordiamo che il prezzo è in continua variazione) con aumenti ancora più marcati su diesel, carburante per aerei e GPL. L’11 marzo, i Paesi membri dell’IEA avevano già autorizzato il rilascio di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche, il più grande intervento nella dell’Agenzia. Non è stato sufficiente.

I 10 suggerimenti dell’IEA

Le misure suggerite per quello che viene definito un “lockdown energetico” si concentrano principalmente sui trasporti su strada, responsabili di circa il 45% della domanda globale di greggio, ma non solo:

  1. Lavorare da remoto quando possibile
  2. Ridurre i limiti di velocità in autostrada di almeno 10 km/h
  3. Incentivare l’uso dei mezzi pubblici
  4. Introdurre la rotazione delle targhe nelle grandi città
  5. Promuovere il car sharing e la guida efficiente
  6. Adottare pratiche di eco-driving per i veicoli commerciali
  7. Limitare i voli dove esistono alternative
  8. Destinare l’uso del GPL dalla mobilità alla cucina
  9. Incoraggiare metodi di cottura alternativi al GPL
  10. Ottimizzare i feedstock petrolchimici nell’industria

Numerosi Paesi stanno già implementando queste misure, come ad esempio il Pakistan e le Filippine, che hanno introdotto la settimana lavorativa di quattro giorni per i dipendenti pubblici, senza dimenticare la Thailandia, che ha imposto l’uso dell’aria condizionata a 27°C negli uffici, o ancora il Vietnam che incoraggia il lavoro da casa. Secondo l’IEA, le riduzioni sui voli d’affari potrebbero portare a una diminuzione della domanda di cherosene tra il 7% e il 15%.

Il direttore esecutivo Fatih Birol è stato chiaro, sottolineando che senza una rapida risoluzione del conflitto, gli effetti su mercati ed economie sono destinati a deteriorarsi. Il risparmio di domanda, in questa fase, rappresenta uno degli strumenti a disposizione di governi e cittadini tra i più rapidi e facilmente attuabili.