Una svolta inattesa scuote il panorama delle energie rinnovabili negli stati uniti: il gigante francese TotalEnergies ha ufficialmente comunicato il proprio ritiro dallo sviluppo di progetti eolici offshore nel territorio americano.
Questa scelta segna un chiaro cambiamento strategico, con la multinazionale che ha siglato accordi di rinuncia con il Dipartimento degli Interni (DOI) riguardo alle licenze ottenute nel 2022 nelle zone di Carolina Long Bay e New York Bight.
Costi eccessivi e conseguenze per i consumatori
Secondo quanto dichiarato dalla compagnia petrolifera, lo sviluppo dell’eolico offshore negli Stati Uniti presenta problematiche strutturali che lo rendono notevolmente più costoso rispetto ai progetti europei. TotalEnergies afferma che tali investimenti avrebbero potuto influire negativamente sulle bollette degli utenti americani.
Il CEO Patrick Pouyanné ha affermato chiaramente che lo sviluppo di questi parchi eolici non è stato considerato nell’interesse del Paese, portando alla decisione di rinunciare ai progetti in cambio del rimborso delle tasse di concessione versate inizialmente, per un importo che si aggirerebbe attorno al miliardo di dollari. L’azienda sostiene che esistano altre tecnologie capaci di soddisfare la crescente domanda di energia elettrica negli Stati Uniti in modo più conveniente.
Reinvestimento nel gas e nel GNL
TotalEnergies ha già programmato di reindirizzare i fondi recuperati verso il settore dei combustibili fossili e della produzione elettrica integrata. Si tratta di un passo indietro nella lotta contro il cambiamento climatico: i capitali saranno infatti reinvestiti nello sviluppo delle attività di estrazione di petrolio e gas, con un particolare focus sulla costruzione dell’impianto Rio Grande LNG.
Questa strategia, sempre secondo quanto dichiarato dalla società, ha come obiettivo principale quello di sostenere la produzione di gas per i data center statunitensi e garantire forniture di GNL verso l’europa, che ha un forte bisogno di diversificare le proprie fonti energetiche. Recentemente, l’azienda ha anche sottoscritto una lettera d’intenti per l’acquisto a lungo termine di 2 milioni di tonnellate annue di GNL dal progetto Alaska LNG.
Un gigante del gas negli Stati Uniti
Nonostante la strategia “Integrated Power” dell’azienda possa vantare ancora 10 GW di capacità installata nel Paese, questa mossa evidenzia un passo indietro nel settore delle rinnovabili offshore. Per il colosso energetico, il gas naturale continua a rappresentare la principale fonte di profitto: con circa 12 miliardi di dollari investiti dal 2022, la società si conferma tra i principali esportatori di GNL statunitense, con 19 milioni di tonnellate esportate solo nel 2025.