La ripresa del fotovoltaico in Sicilia: avviato Fénix, il parco solare più grande d’Italia.

Il sole della sicilia, questa volta, non si limita a essere una semplice immagine di una lunga estate. Tra Centuripe, Paternò e Belpasso, nelle province di Enna e catania, è stato inaugurato Fénix, il vasto impianto fotovoltaico realizzato da Iberdrola a seguito dell’accordo con ib vogt annunciato nel 2024.

LEGGI anche: In Sicilia sorgerà il più grande parco fotovoltaico d’italia: fornirà energia pulita a 140mila famiglie

Il progetto era stato presentato come un parco da 245 MW. Al momento dell’inaugurazione, avvenuta il 25 giugno 2026, la potenza dichiarata è di 243 MW. La sostanza non cambia molto: Fénix è attualmente il più grande impianto fotovoltaico attivo di Iberdrola in Italia e uno dei simboli più evidenti della nuova era solare italiana.

L’impianto genera quasi 400.000 MWh all’anno, equivalenti a circa 400 GWh, sufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico di oltre 140mila abitazioni. Una scala che, espressa in questo modo, potrebbe apparire astratta. Tradotta in termini pratici, significa energia rinnovabile prodotta da più di 413mila moduli fotovoltaici bifacciali, pannelli in grado di catturare luce da entrambi i lati, connessi alla rete tramite 26 chilometri di linee di media tensione e 9 chilometri di alta tensione.

Secondo Iberdrola, la maggior parte dell’energia generata sarà commercializzata attraverso contratti a lungo termine, noti come PPA, accordi utilizzati dalle aziende per acquistare elettricità rinnovabile a condizioni più stabili nel tempo.

Dai 245 MW annunciati ai 243 MW in esercizio

Quando il progetto fu annunciato, nel febbraio 2024, i dati erano leggermente diversi: 245 MW, 424.638 moduli, avvio dei lavori previsto per marzo 2024, circa 400 GWh di produzione annuale e 119mila tonnellate di CO2 evitate ogni anno. Nel comunicato iniziale si menzionava anche la possibilità di aggiungere ulteriori 60 MW, portando l’impianto fino a 305 MW.

Oggi il dato operativo ufficiale è più preciso: 243 MW e oltre 413mila pannelli. La localizzazione, che nel 2024 era ancora generica, è stata specificata: Fénix si trova tra tre comuni della Sicilia orientale, in un’area interna dove la radiazione solare rappresenta una risorsa industriale prima ancora che paesaggistica.

Durante il picco dei lavori, sono stati coinvolti più di 500 professionisti. Il dato sull’occupazione stabile a regime, precedentemente indicato in circa 100 posti, deve essere considerato con cautela: nelle comunicazioni più recenti l’azienda si concentra soprattutto sulla fase di costruzione, sulla connessione alla rete e sugli accordi di vendita dell’energia.

Perché questo impianto pesa nel fotovoltaico italiano

Fénix arriva in un Paese dove il fotovoltaico è in espansione, ma ancora con molte difficoltà. Nel 2025 l’Italia ha raggiunto il record di produzione solare, con 44,3 TWh, il 25% in più rispetto al 2024, mentre le rinnovabili nel complesso hanno coperto circa il 41% della domanda elettrica nazionale. La nuova capacità verde installata è stata di 7,2 GW, leggermente inferiore ai 7,5 GW dell’anno precedente.

Il problema rimane la velocità. Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 sono necessari più impianti, reti più robuste, sistemi di accumulo e autorizzazioni meno complesse. Reuters aveva già segnalato nel 2024 il nodo italiano dei grandi parchi solari: numerosi impianti piccoli sui tetti, molti ostacoli per i progetti utility scale, cioè quelli in grado di produrre energia su scala industriale.

Fénix si inserisce proprio in questa frizione. Non è un pannello sul tetto di un’abitazione, non è l’autoconsumo domestico, non è la piccola comunità energetica di quartiere. È un’infrastruttura di grandi dimensioni, visibile, con linee elettriche dedicate e contratti industriali a supporto. Per questo motivo è importante, e per questo motivo dovrà essere monitorata anche nella sua interazione con il territorio.

La Sicilia al centro della nuova corsa solare

La Sicilia sta diventando uno dei centri più significativi del fotovoltaico italiano. Non solo per Fénix. A Vizzini, sempre in Sicilia, European Energy ha avviato la costruzione di un grande progetto agrivoltaico da 225,5 MW, concepito per combinare produzione elettrica, pascolo ovino, riforestazione e misure per la biodiversità.

Il progetto di Vizzini dovrebbe generare circa 405 GWh all’anno una volta operativo, con pannelli sollevati da terra e aree destinate anche alla mitigazione ambientale. Fénix, però, è già attivo. Questa è la differenza concreta.

Il fotovoltaico in Sicilia presenta un vantaggio evidente: abbondanza di sole, spazi agricoli e industriali, una posizione strategica nel Mediterraneo energetico. Ha anche un limite altrettanto chiaro: senza una rete adeguata, sistemi di accumulo e un dialogo serio con i territori, ogni grande impianto rischia di diventare una nuova fonte di conflitto.

Energia pulita, però senza favole facili

Il fotovoltaico non è sufficiente da solo a garantire la transizione energetica. È utile quando produce, deve essere integrato con batterie, reti intelligenti, domanda flessibile, impianti ben progettati e autorizzazioni capaci di distinguere tra speculazione e infrastrutture utili.

Fénix, però, rappresenta un passo concreto. Non un annuncio, non una promessa da presentazione, non un rendering adatto per convegni. Un impianto attivo, connesso, produttivo. In un Paese che spesso discute di energia come se il futuro dovesse sempre arrivare dopodomani, vedere 243 MW solari entrare effettivamente in funzione ha un certo impatto. La transizione, ogni tanto, smette di parlare e inizia a generare energia.

Зараз популярно

  • andrea belotti - Scopri le ultime notizie, aggiornamenti e approfondimenti su Andrea Belotti,...
  • diletta leotta - Scopri tutte le ultime notizie, aggiornamenti e curiosità su Diletta...
  • arisa - Scopri tutte le ultime notizie, aggiornamenti e curiosità su Arisa,...
  • centenario - Scopri le ultime notizie, eventi e curiosità sul centenario in...
  • meteo pescara - Scopri le previsioni meteo aggiornate per Pescara, con notizie in...
25 giugnoArteattacoinenergiafontegradostingvar