Il valore del petrolio diminuisce dopo l’accordo tra Iran e Stati Uniti (ma ha già ripreso a salire).

La pausa è durata solo poche ore. Nella notte tra il 7 e l’8 aprile, Trump aveva comunicato la sospensione dei bombardamenti e Teheran aveva acconsentito, a condizione della riapertura dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, Israele non era parte dell’intesa — o almeno, così affermavano Washington e Tel Aviv.

Mercoledì 8 aprile, l’esercito israeliano ha avviato quella che ha definito internamente Operazione “Oscurità eterna”: cinquanta aerei da combattimento dell’aeronautica israeliana hanno colpito oltre 100 obiettivi in soli dieci minuti, rappresentando la più ampia offensiva sul Libano dall’inizio del conflitto. Secondo il ministero della Sanità libanese, il bilancio delle vittime è stato di almeno 182 morti e quasi novecento feriti. La presidenza libanese ha descritto l’evento come un «nuovo massacro». Gli attacchi hanno interessato aree residenziali e commerciali nel centro di Beirut, durante l’ora di punta, senza alcun preavviso.

La reazione iraniana è stata immediata, e lo Stretto di Hormuz è stato nuovamente chiuso. Le Guardie Rivoluzionarie hanno interrotto il passaggio delle petroliere citando la presenza di possibili mine, e hanno minacciato di attaccare le navi che tentassero di attraversare senza autorizzazione. Secondo i dati di Lloyd’s List, solo tre navi hanno transitato attraverso lo Stretto dall’annuncio del cessate il fuoco.

Teheran ha motivato questa azione accusando gli Stati di aver infranto l’accordo. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha scritto su X: «I termini del cessate il fuoco sono chiari: gli Usa devono scegliere tra la tregua e la condotta per loro conto da Israele. Non possono avere entrambe le cose».

La tregua del giorno precedente

In un post pubblicato sulla piattaforma Truth Social, Trump dichiarava di aver deciso di «sospendere i bombardamenti e l’attacco all’Iran per un periodo di due settimane», a condizione che Teheran garantisse «l’apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz». La decisione — spiegava — era stata presa dopo una serie di contatti con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il capo dell’esercito Asim Munir, che avevano richiesto la sospensione delle operazioni militari. «This will be a double sided CEASEFIRE!», ha scritto Trump, definendo la proposta in dieci punti presentata dall’Iran «una base praticabile su cui negoziare».

Ore prima, lo stesso Trump aveva affermato che «un’intera civiltà morirà questa notte, per non tornare mai più» se non fosse stato trovato un accordo. La tregua è stata annunciata circa novanta minuti prima della scadenza, anche se i nuovi sviluppi potrebbero influenzare gli esiti di un già fragile equilibrio.

La reazione dell’Iran

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi confermava l’accordo in un post sul suo profilo X, a nome del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale della Repubblica Islamica. «Se gli attacchi contro l’Iran vengono interrotti, le nostre potenti forze armate cesseranno le operazioni difensive», e aggiungeva: «Per un periodo di due settimane, il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz sarà possibile tramite coordinamento con le forze armate iraniane e tenendo conto delle limitazioni tecniche.»

Il prezzo del petrolio

Poco prima della scadenza dell’ultimatum fissata da Trump per la mezzanotte dell’8 aprile (ora italiana), Washington e Teheran avevano annunciato la tregua, e sui mercati la reazione era stata immediata: il greggio Brent con consegna a giugno era crollato di circa il 14,00%, a 93.10 dollari al barile — il livello più basso da metà marzo. Il West Texas Intermediate (WTI) con consegna a maggio aveva registrato una flessione ancora maggiore, del 15,30%, a quota 95,67 dollari. Anche il gas aveva seguito la stessa tendenza: i contratti TTF di Amsterdam, di riferimento europeo, erano scesi di oltre il 19%, a circa 44 euro per megawattora.

Con il nuovo attacco di Israele al Libano, il prezzo del greggio ha subito una risalita, attualmente fissato a 98 dollari al barile, mentre il gas si è stabilizzato intorno ai 46 euro (si ricorda che i dati si riferiscono al momento della pubblicazione, i prezzi sono in continuo aggiornamento).