A mezzogiorno, mentre gli uffici rimangono illuminati, le cucine estraggono il bollitore e il paese continua il suo abituale brusio, la rete elettrica britannica ha ricevuto una quantità di sole che fino a ieri era solo una proiezione nei piani industriali. Questa volta, invece, il sole si è tradotto in dati concreti. Lunedì 6 aprile 2026, gli impianti fotovoltaici di Inghilterra, Galles e Scozia hanno raggiunto una produzione di 14,1 gigawatt, superando il precedente record di 14 gigawatt stabilito nel luglio 2025. Martedì 7 aprile, quel limite è durato poco: la produzione è aumentata a 14,4 gigawatt. Due giorni, due primati, stesso messaggio molto chiaro: quando il cielo è favorevole, l’energia solare nel regno unito ha un peso significativo.
La conferma è giunta dall’operatore del sistema elettrico, responsabile dell’equilibrio tra produzione e consumo, che, in questi giorni di primavera soleggiata, ha dovuto confrontarsi con un fotovoltaico molto più potente rispetto all’immaginario britannico. Fa quasi sorridere: per anni il sole inglese è stato considerato come un parente strano, uno che appare raramente e viene preso poco sul serio. Poi, all’improvviso, arriva una settimana favorevole, e il parente strano entra in casa con le scarpe sporche e si appropria del centro della scena.
In questo contesto si inserisce anche una questione politica molto concreta. Mercoledì 8 aprile, il governo ha autorizzato Springwell Solar Farm, situata nel Lincolnshire, una contea agricola dell’Inghilterra orientale. Il progetto ha una capacità di 800 megawatt ed è presentato come il più grande parco solare britannico per capacità di generazione; a pieno regime potrebbe fornire elettricità sufficiente per soddisfare il fabbisogno annuale di oltre 180 mila abitazioni, circa la metà delle case della contea secondo le comunicazioni ufficiali. L’approvazione è giunta sei mesi dopo quella di Tillbridge, un altro grande impianto nella stessa area, dove nel frattempo cresce anche il consenso verso una destra che ha fatto dell’opposizione alle rinnovabili un proprio cavallo di battaglia molto visibile.
Nel Lincolnshire si alternano campi, tralicci, polemiche e un impianto colossale
Il governo laburista ha collegato l’approvazione di Springwell a un discorso che unisce stabilità, riduzione delle bollette e sicurezza energetica. In altre parole: minore dipendenza dai mercati fossili internazionali, ridotta esposizione agli shock derivanti da conflitti e tensioni geopolitiche, maggiore produzione di elettricità a livello locale. Da luglio 2024, cioè da quando l’esecutivo si è insediato, i grandi progetti energetici rinnovabili approvati sono aumentati a 25; insieme, secondo il governo, rappresentano una produzione equivalente ai consumi di oltre 12,5 milioni di case. Nella stessa strategia rientrano anche i pannelli “plug-in”, quelli da balcone o da piccoli spazi esterni che dovrebbero arrivare nei negozi nei prossimi mesi, e le nuove normative edilizie che mirano a rendere il solare standard per la maggior parte delle nuove abitazioni inglesi dal 2028.
Tuttavia, l’aspetto interessante è che il record del fotovoltaico si verifica subito dopo un altro segnale forte. A fine marzo, l’eolico britannico aveva raggiunto 23,9 gigawatt, superando il precedente massimo di 23,8 gigawatt del 5 dicembre, e in quel momento la generazione da gas era scesa al 2,3% dell’elettricità immessa nella rete. Per un paese che continua a considerare la transizione come un processo lungo, tecnico e da affrontare con calma, questi picchi hanno il sapore di un promemoria. L’operatore del sistema si sta persino preparando a gestire la rete senza gas per brevi periodi già dall’estate 2026. Sarebbe una prima storica per il sistema elettrico britannico.
Springwell, da solo, non risolve l’intero quadro. Il sole di aprile, da solo, nemmeno. Tuttavia, i pezzi si stanno accumulando con una velocità tale da iniziare a modificare il tono della conversazione. Fino ad ora, il regno unito ha avuto un rapporto quasi affettivo con le rinnovabili: entusiasmo, freni, campagne locali, nostalgia per il passato industriale, timori per i campi coperti di pannelli, spese, slogan. Ora arrivano i dati e i dati hanno un carattere molto meno romantico. Indicano che il sistema elettrico si sta preparando a funzionare con sempre meno gas. A quel punto, il sole smette di essere un elemento decorativo: inizia a contare.
fonte: GOV.Uk